La Germania sta assistendo a quello che potrebbe diventare uno dei più gravi scandali di spionaggio della sua storia recente dopo l’arresto di August Hanning, ex capo del Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio di intelligence estero tedesco. Secondo DW, Hanning è sospettato, insieme a un altro ex funzionario, di diversi reati, tra cui acquisizione e divulgazione di segreti di Stato, tentato tradimento e attività di intelligence per conto di soggetti stranieri.

Hanning ha ricoperto la carica di presidente del BND dal dicembre 1998 al novembre 2005, prima di trasferirsi al ministero federale dell’Interno, dove ha lavorato come segretario di Stato fino al novembre 2009. Se i sospetti nei confronti di Hanning e dell’altro indagato venissero confermati, si tratterebbe di uno scandalo di intelligence di proporzioni storiche, sottolineano i media tedeschi. Mai prima d’ora nella storia della Repubblica federale un ex responsabile dei servizi segreti di questo livello era stato coinvolto in un’indagine per presunto tradimento.

In base a quanto riporta Tagesschau, Hanning è stato arrestato nella mattinata di martedì nella sua abitazione di Nordwalde, vicino a Münster, nell’ambito di un’indagine della Procura federale per sospetta acquisizione di segreti di Stato, tentato tradimento e attività di intelligence.

Secondo un’inchiesta congiunta della Westdeutscher Rundfunk (WDR), della Norddeutscher Rundfunk (NDR) e della Süddeutsche Zeitung (SZ), un ex alto funzionario del BND avrebbe fornito ad August Hanning circa 2.000 documenti riservati, alcuni dei quali classificati come altamente sensibili.

Contemporaneamente, gli investigatori hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni dei sospettati in Baviera e a Berlino. Secondo quanto riferito dai media tedeschi, i due dovrebbero comparire davanti al giudice istruttore della Corte federale di giustizia, chiamato a pronunciarsi sulla custodia cautelare.

Secondo gli inquirenti, Manfred D. avrebbe fornito a Hanning informazioni top secret provenienti dal BND in cambio di denaro almeno fino al 2022. Tra il materiale figurerebbero briefing destinati alla cosiddetta ND-Lage del Kanzleramt, le riunioni periodiche nelle quali i vertici dei servizi tedeschi condividono informazioni con la Cancelleria. I documenti avrebbero riguardato, tra le altre cose, il programma nucleare iraniano e le forze armate russe e comprenderebbero anche materiale proveniente da servizi di intelligence di Paesi partner.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando il sospetto che l’ex capo del BND, oggi ottantenne, possa aver utilizzato parte di quelle informazioni per preparare, almeno in un’occasione, un’analisi di sicurezza destinata a un servizio di intelligence straniero.

In base alle informazioni raccolte nell’inchiesta di WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung, il servizio straniero coinvolto non sarebbe tuttavia quello russo.

In un altro episodio, Hanning avrebbe utilizzato informazioni provenienti da documenti interni del BND nelle sue comunicazioni con un agente straniero. Secondo fonti della sicurezza citate da Tagesschau, l’ex capo dei servizi è finito sotto la lente degli investigatori dopo una perquisizione della sua abitazione e dei suoi uffici nel settembre 2025, effettuata dalla Polizia criminale statale di Amburgo (LKA) nell’ambito del cosiddetto caso Christina Block. La vicenda nasce da una lunga disputa sull’affidamento dei figli tra l’imprenditrice tedesca Christina Block, erede della catena di steakhouse Block House, e l’ex marito Stephan Hensel. La Procura di Amburgo accusa Block di aver commissionato il rapimento dei suoi due figli più piccoli, che vivevano con il padre in Danimarca: i bambini, allora di 10 e 13 anni, furono prelevati nella notte di Capodanno del 2023 e portati in Germania. Block contesta di aver ordinato il rapimento.

Nell’ambito del caso Block, Hanning è finito nell’inchiesta perché una società di sicurezza alla quale era legato era stata coinvolta nella controversia familiare. Gli investigatori sospettano che l’ex capo del BND abbia avuto un ruolo in un precedente tentativo di sottrarre i bambini al padre, circostanza che ad oggi Hanning nega. E’ stato proprio durante l’analisi del materiale sequestrato nell’ambito di questa indagine, gli agenti dell’LKA avrebbero trovato un supporto elettronico contenente documenti altamente classificati del BND, aprendo così il nuovo filone investigativo sul presunto spionaggio da parte dell’ex capo del BND.

Quello riguardante Hanning è il secondo grave caso che investe il BND nel giro di pochi anni. Nel 2022 un ex alto funzionario dell’agenzia, Carsten L., è stato arrestato con l’accusa di aver trasmesso alla Russia informazioni altamente classificate. Il procedimento riguarda, tra l’altro, informazioni sulle capacità e sulle operazioni del BND che sarebbero state trasferite ai servizi russi insieme a un altro imputato.

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